Differenze nello Sviluppo Sessuale e Diritti di Cittadinanza

di Michela Balocchi

in Asilo Politico – Nuovo Corriere di Firenze  21 Luglio 2011

Cosa succede in Italia quando nasce un bambino i cui caratteri sessuali primari non rientrano nelle due categorie di femmina e maschio? O quando un ragazzo in età puberale sviluppa alcune caratteristiche  considerate femminili? O quando una ragazza non presenta le prime mestruazioni e dopo accertamenti scopre di avere cromosomi sessuali “maschili”? Nel sito del Pacific Center for Sex and Society, diretto dal medico biofisico e psicologo Milton Diamond che da 40 anni ormai si occupa di intersessualità, campeggia questa scritta: “La natura ama la varietà. Sfortunatamente, la società la odia“.

Se i recenti progressi della ricerca genetica sullo sviluppo sessuale dimostrano quanto sia complessa una definizione di femminilità e di mascolinità dal punto di vista biologico, cui si aggiunge la complessità della formazione dell’identità di genere dell’individuo, allora su quali basi e attraverso quali pratiche viene decisa l’assegnazione di un sesso e di un genere ad un neonato con genitali ‘atipici’?

E nel nostro paese qual è l’approccio socio-culturale e medico alla gestione delle differenze nello sviluppo sessuale? Siamo fermi al “maschio e femmina Dio lo creò [l’essere umano]” oppure siamo pronti a rispondere affermativamente alla domanda che Butler formulò nel lontano 2004: “È possibile immaginare un mondo in cui le persone sessualmente ibride possano essere accettate e amate senza doversi trasformare in una versione del genere conforme alla norma o socialmente più coerente?“.

Giovedì 21 e sabato 23 Luglio, rispettivamente alla festa di Liberazione a Borgo San Lorenzo e – due giorni dopo – ospiti dell’associazione culturale Cambiamusica al Parco dell’Anconella di Firenze, proviamo a rispondere a queste e ad altre domande con chi vorrà partecipare.