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Statuto di Certi Diritti: il primo in Italia a nominare le caratteristiche di sesso

Statuto di Certi Diritti: il primo in Italia che nomina le caratteristiche di sesso

di Michela Balocchi

certidiritti-congresso

Per la prima volta in Italia lo Statuto di una associazione che si occupa di diritti civili e umani e che ha, tra i suoi obiettivi, quello di prevenire e contrastare le discriminazioni basate su caratteristiche ascrittive e di favorire la libertà di espressione di genere, identità di genere, orientamento sessuale, prende in considerazione e nomina anche le caratteristiche di sesso della persona.

Con caratteristiche di sesso si intendono le caratteristiche anatomiche, cromosomiche e gonadico-ormonali.

Il che significa nominare e rendere visibile il fatto che anche la biologia umana, come quella degli animali altro da umani, è molto varia e non è riconducibile al mero binarismo femmina-maschio, ma prevede e comprende una molteplicità di variazioni congenite nello spettro di sesso (anatomico, cromosomico e gonadico-ormonale) (Ainsworth 2015, Blackless M. et al. 2000, Fausto Sterling 2000 e 1993).

Queste caratteristiche, nella specie umana, vengono indicate con il termine ombrello intersex, tratti e variazioni intersessuali, intersessualità o, secondo la nomenclatura medica scaturita dall’International Consensus Conference on Management of Intersex Disorders di Chicago (2005), DSD (Disorders of Sex Development), terminologia quest’ultima che, insieme al movimento intersex internazionale, critichiamo e rifiutiamo da anni in quanto intrinsecamente patologizzante. A DSD preferiamo usare l’acronimo minuscolo dsd per differenze o, meglio ancora, variazioni nello sviluppo sessuale.

Prendere in considerazione le caratteristiche di sesso che non rientrano nel riduttivo binarismo femmina-maschio significa fare una doppia operazione, di verità e di giustizia.

Di verità perché è venuto il momento che si sappia, anche in Italia, e che si insegni a partire dalla scuola primaria che la biologia umana è caratterizzata da uno spettro di variazioni di sesso anatomico, cromosomico, e gonadico-ormonale.

Di giustizia perché ri-conoscere queste variazioni significa anche aiutare ad uscire dall’invisibilità le persone con tratti intersex, significa fare luce sul tipo di pratiche mediche (ovvero interventi chirurgici e trattamenti farmacologici) ancora in vigore sui neonati e i minori con variazioni nello sviluppo sessuale, e sulle conseguenze di queste pratiche non necessarie per la salute ed effettuate senza il consenso informato delle persone direttamente interessate. Significa aiutare a dare voce agli adulti intersex che hanno subito le conseguenze irreversibili di tali pratiche e significa aiutare i genitori di neonati e minori con tratti intersex a non sentirsi soli e a ricevere invece informazioni e sostegno dai pari, da altri genitori, dai/dalle giovani e adulti, e a salvare minorenni e adulti da pratiche inutili, non necessarie e gravemente lesive per la loro salute, così come ad aiutare i giovani adulti che invece volessero modificare le proprie caratteristiche di farlo con cognizione di causa e non sotto pressioni ‘normalizzanti’ e sessiste/genderiste.

 

Cliccando qui, potete leggere lo Statuto dell’associazione radicale Certi Diritti per intero.

Di seguito, il punto 3.1 dell’art. 3 in cui sono state accolte e approvate dal IX Congresso dell’associazione (tenutosi ad Arezzo nel Novembre 2015) le modifiche e le integrazioni relative al riconoscimento delle persone con tratti intersex.

Art. 3 – SCOPI ED ATTIVITÀ DELL’ASSOCIAZIONE

3.1 – L’Associazione svolge le sue attività nel settore della tutela dei diritti civili, avendo come scopi:

a – la prevenzione e il contrasto di ogni forma di violenza, maltrattamento e discriminazione, diretta o indiretta, connesse alle caratteristiche di sesso, all’orientamento sessuale, all’identità di genere e all’espressione di genere della persona

*** *** ***

Il nuovo direttivo dell’associazione radicale Certi Diritti è composto da: Enzo Cucco, presidente, Yuri Guaiana, segretario, Francesco Poirè, tesoriere, Alessandro Comeni, presidente onorario, Michela BalocchiDario BelmonteCarlo Cargnel, Pia Covre, Gabriella FrisoMarco Marchese, Leonardo Monaco, Gigliola Toniollo.

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Note bibliografiche

Ainsworth C. (2015), Sex redefined. The idea of two sexes is simplistic. Biologists now think there is a wider spectrum than that, 18 Febbraio 2015, in Nature.com.

Balocchi M. (2014), “The medicalization of intersexuality and the sex/gender binary system: a look on the Italian case”, in LES Online, Vol. 6, n. 1.

Blackless M. et al. (2000), How Sexually Dimorphic Are We?, in American Journal of Human Biology, 12, 151-166

Davis G. (2011), “DSD is a Perfectly Fine Term: Reasserting Medical Authority through a Shift in Intersex Terminology”, Sociology of Diagnosis, Advances in Medical Sociology, Vol. 12, 155-182.

Fausto Sterling A. (2000), Sexing the Body, Basic Books, New York.

Fausto Sterling A. (1993), The Five Sexes: Why Male and Female Are Not Enough, The Science, 20-24.

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Credits per questa immagine: intersexioni.

About The Author

Michela Balocchi

Dottora di ricerca (Ph.D.) in Sociologia e Sociologia politica, è attualmente ricercatrice Marie Curie con il progetto ”INTERSEXIONS. The Sociological Aspects of the Management of Intersexuality” (FP7-PEOPLE-2013-IOF European Union Marie Curie Actions n.627162, International Outgoing Fellowship). Il progetto di ricerca sugli aspetti sociologici della medicalizzazione delle persone con tratti intersex o con variazioni nello sviluppo sessuale si svolge tra Stati Uniti e Italia (American University, Washington DC e Università di Verona, 2014-2017). Ha contribuito alla fondazione di "intersexioni" ed è responsabile editoriale dell’omonimo sito (www.intersexioni.it). Fa parte del gruppo di ricerca PoliTeSse (Università di Verona) dalla sua fondazione ed ha contribuito alla stesura del suo Statuto, www.politesse.it Dal 2013 fa parte del direttivo di Certi Diritti in particolare per l'area intersex. Principali aree di ricerca: studi di genere, disuguaglianze sociali, gestione dell'intersessualità e diritti umani delle persone intersex. Qui alcune tra le sue pubblicazioni https://univr.academia.edu/MichelaBalocchi Michela Balocchi, PhD in Sociology and Political Sociology; Marie Curie Fellow (2014-1017) at the American University - Washington, and at the University of Verona, with a project on the Sociological Aspects of the Management and Medicalization of Intersex. She has collaborated with many Universities (Florence, Bergamo, Perugia, Arezzo, etc.) as lecturer, adjunct professor, and researcher. She is on the board of the Center of Research PoliTeSse (University of Verona), Politics and Theories of Sexuality since its born (www.politesse.it). She is co-founder of the group "intersexioni" and web editor of the namesake website. She has been working on the first multidisciplinary collective book in Italy on intersex issues, as curator, and on a collective book composed of intersex personal stories and histories of intersex organizations, in English, as creator and co-curator. Here some of her publications: https://univr.academia.edu/MichelaBalocchi

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Comments (1)

  • serena

    Non sentirsi soli è una grande forza.
    Pensare che un domani potremo non dover giustificare il nostro bambino per le sue caratteristiche intersex è una grande speranza.
    Sapere che ci siete vuol dire esserci anche noi come genitori.
    Grazie
    Serena e Lorenzo

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