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TDOR 2015: Mi chiamo Egon, diario di un transessuale

A chiusura del programma eventi TDOR 2015

Sabato 5 dicembre ore 21.00

‚ÄúMi chiamo Egon, diario di un transessuale‚ÄĚ

Cavallerizza Reale – Via Verdi 9 ‚Äď Torino

Ingresso fino ad esaurimento posti

Spettacolo teatrale a cura di Laura Rossi ed Egon Botteghi

Egon √® un uomo transessuale, madre di due figl*, che ha scritto, nell’anno che lo ha portato all’inizio della TOS, la terapia ormonale sostitutiva, un diario in cui ha registrato le sue paure, le sue inquietudini, la sua esaltazione per essersi riconosciuto, l’emozione per la nascita sociale dell’uomo che viveva dentro di lui, l’incontro con le teorie queer, le difficolt√† burocratiche del percorso, l’ostilit√† del mondo esterno ma anche, spesso, del mondo interiore. Ed √® per raccontare la vera storia di una transizione FtM che nasce questo spettacolo; da un incontro e dalla volont√† di un’attrice cisgender di parlare di transessualit√†, di esplorare l’inesplorato.

Mi chiamo Egon √® un monologo. Il racconto della vita di Egon spazia da alcuni episodi della sua infanzia, fino al momento della prescrizione per l’assunzione di testosterone, attraverso ricordi, pagine del diario, diagnosi mediche e scoperta delle illuminanti teorie queer. In alternanza le video proiezioni di interviste in cui si chiede alle persone di parlare e definire alcuni aspetti della transessualit√† e consentire, cos√¨, di fornire informazioni necessarie e corrette.

‚ÄúMettermi in discussione, ricercare aldil√† delle regole prestabilite, scoprire cosa volesse dire non essere totalmente riconosciuti in tali norme sociali: ecco ci√≤ che mi ha spinto ad indagare sulla transessualit√†. Sapevo poco sull’argomento, solo qualche nozione appresa da alcune letture. Ero consapevole, per√≤, che molte delle teorie professate in giro fossero ridicole, banali, sbagliate. E tutt’ora si continua ad ostentare ignoranza, spacciata, tuttavia, per verit√†.

In molt* continuano a credere che le persone transessuali siano nate intrappolate in un corpo sbagliato o che siano malate. Si assiste spesso ad episodi di incomprensione, discriminazione, di violenza. Altrettanto frequentemente, proprio in virt√Ļ dell’ignoranza, ci si rapporta alle persone transessuali con piet√† e commiserazione. Ecco, io ho voluto fare questo spettacolo come contributo ad una giusta, consapevole, esaustiva conoscenza della tematica.

La prima volta che ho incontrato Egon √® stato a casa sua. C’erano suo figlio e sua figlia in cucina, facevano i compiti. Avevo tante domande da porgli, ma temevo che la mia curiosit√† sfociasse in morbosit√† e maleducazione. √ą stato lui a darmi dei limiti, una sorta di bon ton, regole di comportamento educato nei confronti di una persona transessuale.

Laura Rossi

Organizzazione:

Torino Pride, Maurice GLBTQ, Intersexioni, Rete Genitori Rainbow, Fondazione Carlo Molo onlus e Servizio LGBT della Città di Torino.

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