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Modifiche alla legge 164/82: intervista al senatore Sergio Lo Giudice

Rilanciamo l’articolo di Marco Calafiore pubblicato su MediaXpress, 5 Novembre 2013

Cambio di sesso: entro 6 mesi discussione modifiche alla L.164

Orizzonte vicino e positivo per i diritti delle persone LGBT, certo le etichette sono dure da cancellare, ma almeno in Parlamento qualcosa si muove: nei prossimi mesi potrebbero essere approvate definitivamente le leggi contro l’omofobia e la transfobia; le autorizzazioni per il matrimonio civile per le coppie appartenenti allo stesso sesso; e la proposta di modifica della Legge 164/82 (Norme in materia di modificazione dell’attribuzione di sesso; scritta da Rete Lenford, Avvocatura per i diritti LGBT; e depositata alla Camera con Atto n.246 di Scalfarotto del PD, e al Senato con Atto n.392 di Airola del M5S e n.405 di Lo Giudice del PD, ndr).

In questo articolo ci eravamo occupati dei contenuti della Proposta di Legge, presentata a Napoli il 25 e 26 ottobre scorso al convegno ONIG (Osservatorio Nazionale sull’Identità di Genere), i quali possono essere riassunti in 3 proposte principali: 1. Nessuna necessità di dover affrontare un iter giudiziario per l’autorizzazione all’intervento per il cambio di sesso. 2. Possibilità di cambiare il nome anagrafico effettuando una semplice richiesta al Prefetto, allegando la relazione psichiatrica che certifica lo condizione di “Disforia di genere” (invece della sterilità chirurgica o farmacologica del soggetto, ndr). 3. Divieto di interventi chirurgici sui neonati intersessuali.

Nei giorni successivi al convegno abbiamo contattato il Presidente dell’ONIG, Paolo Valerio, il quale si augura che “la Proposta di Legge venga sottoposta quanto prima alla discussione in Parlamento”. E dunque il Senatore del Movimento 5 Stelle, Bartolomeo Pepe, che proprio al convegno ONIG si era reso disponibile per la creazione di un intergruppo parlamentare che discutesse sull’argomento nel tentativo di anticipare notevolmente i tempi per l’esame parlamentare. Ma lo stesso Pepe, da noi sollecitato alla discussione, ha affermato che, “non essendo il Movimento 5 Stelle nella maggioranza di Governo, è probabile da parte del PD l’accantonamento delle loro proposte”. Così, nel tentativo di fare chiarezza ed offrire corretta informazione al riguardo, Mediaxpress ha contattato anche il Senatore Sergio Lo Giudice, del Partito Democratico, autore di una delle Proposte di legge depositate in Senato, per la modifica delle Norme in materia di modificazione dell’attribuzione di sesso.

Lei è al corrente che il Sen. Bartolomeo Pepe, del Movimento 5 Stelle, si è reso disponibile per la creazione di un intergruppo parlamentare per un rapido esame della modifica alle Norme in materia di attribuzione di sesso?

“Sì, ma forse il Sen. Pepe non è a conoscenza che esiste già un intergruppo parlamentare LGBT: è una rete composta da parlamentari impegnati nel promuovere, anche attraverso strumenti legislativi, i diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender. Tra i componenti di questa rete c’è anche il Sen. Airola e altri senatori del Movimento 5 Stelle, che hanno appunto il compito di monitorare l’andamento di queste Proposte di Legge. Sicuramente, al momento opportuno, l’intergruppo LGBT si occuperà di questa proposta di modifica alle Norme in materia di attribuzione di sesso, che è una delle tre Proposte di Legge che i gruppi parlamentari del Partito Democratico, SEL e Movimento 5 Stelle hanno presentato.”

Quali sono le altre proposte?

“C’è appunto la Proposta di Legge di modifica della Legge 164/82; c’è quella sull’Omofobia e la Transfobia; e poi il matrimonio civile per le coppie appartenenti allo stesso sesso.”

Lei è un Senatore del PD, il partito di maggioranza di Governo. La sua Proposta di Legge è stata depositata ormai già da tempo, come le altre, ma nonostante siano ottime e già pronte per l’applicazione, non sono ancora in scadenza per la discussione. Perché?

“E’ vero, è un’ottima Proposta di Legge, comune agli altri partiti che ho citato prima. Condivisa ed estesa da una rete di avvocati che fanno riferimento al movimento LGBT, e che ha avuto anche una serie di modifiche, di placet, da parte delle organizzazioni LGBT. Ma il tema della calendarizzazione riguarda anche la scansione delle Proposte di Legge che ho citato prima: noi oggi siamo alle prese con quella contro l’omofobia e la transfobia, che è già stata approvata in una versione insoddisfacente, alla Camera, e che dovrà essere discussa, io mi auguro migliorata e approvata, al Senato. E appena sarà concluso questo percorso, saremo pronti per partire con le altre due proposte: quella sul matrimonio, che in realtà è già stata calendarizzata e c’è già stato un avvio di discussione in Senato; e quella sulla modifica della Legge 164/82 che io mi auguro possa essere discussa subito dopo l’approvazione della Legge sulla Transfobia e l’Omofobia.”

E’ in grado di dare una scadenza temporale?

“E’ sempre molto difficile dare delle date rispetto ai lavori parlamentari. Io ci sono solo da qualche mese, ma ho già capito che sulle previsioni influiscono sempre una serie di variabili. In questo momento il Parlamento è impegnato nella discussione del bilancio e questo rallenta tutto il resto. Dopo che saranno approvate la Legge di Stabilità e il Bilancio riprenderà la normalità dei lavori, quindi io mi auguro che molto presto potremmo approvare la Legge contro l’omofobia, e nei primi mesi del prossimo anno si possa entrare nel vivo della Proposta di modifica della Legge 164/82. Che al riguardo, voglio ricordare, esistono anche delle interessantissime novità giurisprudenziali, che vanno proprio nella direzione auspicata dalla nostra Proposta di Legge, che affronta vari tempi come l’aggiornamento della Legge sulla riattribuzione anagrafica del nome e del Genere, ma evitando che venga accompagnata dalla rettifica chirurgica degli attributi sessuali: la Giurisprudenza oggi sta dicendo che non deve essere un’imposizione, nei casi in cui non è necessaria l’operazione chirurgica per l’equilibrio psicofisico della persona. Spero davvero di entrare nel vivo della discussione di questa Legge entro pochissimi mesi, in modo che anche il Parlamento possa adeguarsi a ciò che hanno già stabilito le aule di Tribunale.”

Dunque conferma che entro 6 mesi la Proposta di Legge per la modifica della Legge 164/82 sarĂ  in esame in Parlamento?

“Non è nella mia disponibilità dare date precise, ma io prevedo e mi auguro che entro 6 mesi possa essere in piena discussione questa Proposta di Legge.”.

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