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Città del Messico approva la riforma che riconosce l’identità di genere delle persone trans*

Traduzione di Roberta Granelli per intersexioni, 13 Novembre 2014

Qui la versione originale (13 Novembre 2014) 

Con 46 voti a favore, 0 contrari e 6 astenuti, l’Assemblea Legislativa del Distrito Federal (ADLF) ha approvato oggi verso mezzogiorno, l’iniziativa di riforma della legge di riconoscimento dell’identità di genere a Città del Messico.

L’iniziativa di riforma è stata elaborata dalla Coalizione T-47 (Coalición T-47), che riunisce più di 50 organizzazioni a favore dei diritti delle persone trans di tutto il paese, con l’appoggio di specialisti e attivisti.

La riforma è stata presentata dal Capo del governo del Distrito Federal che ha promesso che sarebbe stata approvata poiché la capitale messicana è il fiore all’occhiello del paese in materia di riconoscimento dei diritti umani delle persone LGBT.

Sono stati mesi di duro lavoro negli uffici dell’Associazione Civile Prodiana dove ci si ritrovava per discutere i punti che dovevano essere modificati nella legge vigente fino ad oggi. Il processo di riconoscimento dell’identità di genere non doveva piú essere un procedimento medico e giuridico ma sarebbe dovuto diventare un procedimento amministrativo del quale avrebbero beneficiato soprattutto le persone con scarsa possibilità economica affinché lo Stato riconoscesse la loro identità di genere.

Fino ad oggi, la legge per il riconoscimento dell’identità di genere imponeva un processo legale e sessuologico costoso per permettere che altri agenti decidessero se una persona trans avesse il diritto alla propria identità. Con la riforma votata e approvata oggi si eliminano tutti questi ostacoli.

E’ senz’altro una giornata storica per i diritti umani non solo in questa città ma in tutto il Messico. Questo raggio di luce appare in uno dei momenti più duri che il paese attraversa e senza dubbio contribuisce a consolidare una società piú giusta e rispettosa.

QueerMéxico si congratula con tutte le persone coinvolte in questo risultato.

Foto di Daniel Fernando Carmona, post prod. M. Balocchi

Roberta Granelli

io

Ha ottenuto una laurea magistrale in Women’s and Gender Studies (GEMMA) all’Università di Bologna e di Granada (Spagna) con una tesi sulla penalizzazione dell’aborto in Nicaragua. E’ stata volontaria presso la Casa delle donne per non subire violenza di Bologna ed ha collaborato con l’Associazione Bergamo Contro l’Omofobia nel progetto scuola. Attualmente vive in Messico D.F. dove collabora per un progetto SVE (Servizio Volontariato Europeo) con il team di ricerca del Circo Volador A.C.

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Dal Blog sul Disegno di Legge 405

Anche Città del Messico ha approvato una risoluzione che permetterà il cambio di nome e sesso solamente per via amministrativa e, su falsariga della legge Argentina, nessun intervento medico o chirurgico sarà richiesto per adeguare il certificato di nascita.
La legge è stata ritenuta da alcuni parlamentari ed associazioni troppo blanda per quanto riguarda la protezione da malattie sessualmente trasmissibili e per il sostegno economico da parte dello stato alla transizione ma, per questo, è stata promessa un’implementazione delle politiche di accesso alla sanità per la salvaguardia della salute delle persone transgender.
La precedente legge, che prevedeva gli stessi step legali di quella italiana, è stata approvata nel 2008. Ottenere la nuova identità aveva un costo di circa 60000 pesos (3500 euro) per le spese mediche e legali. Tale procedimento non era economicamente sostenibile per una grande fetta di popolazione transgender messicana. Da oggi sarà molto più facile per le persone transgender integrarsi, trovare lavoro, procedere nella carriera universitaria, passare alle frontiere e vivere alla luce del giorno e, anche in caso di arresto, lo stato non potrà più negare le terapie ormonali prima negate perché cross-sex.
“Oggi è un giorno di lutto per la misoginia e la transfobia a Città del Messico. Ora è necessario approvato dal governo federale una legislazione simile. Circa un anno le persone transgender della città avrà una nuova realtà, ma le sorelle ei fratelli di altri stati del paese non hanno accesso ai documenti“.  
Gloria Hazel Davenport, attivista e consulente del Centro Nazionale per la prevenzione e il controllo dell’HIV / AIDS
Fonti e approfondimenti:

Facilitan cambio de identidad legal a transgéneros en DF

Facilitarán en el DF el cambio de identidad a transexuales

Eliminan juicios para cambio de sexo en el DF

Città del Messico ha fatto in soli 6 anni quel che
l’Italia non è ancora riuscita a fare in 32.

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