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Lettera aperta degli studenti del Galileo sulla censura dei relatori invitati al loro Forum

A TUTTI GLI ORGANI D’INFORMAZIONE DI FIRENZE

Questa è una lettera aperta, scritta a più mani dagli studenti del Coordinamento per l’autorganizzazione del (dopo) Forum del Liceo Classico Galileo. Stiliamo questo documento per denunciare alcuni avvenimenti recenti che crediamo non possano restare all’interno delle mura del nostro Istituto, tanto sono degni di nota.

Anche quest’anno in molte scuole di Firenze (e non solo), gli studenti hanno cercato in vari modi di ritagliarsi tempi e spazi da autogestire, nei quali fossero loro i protagonisti all’interno di quelle aule, che solitamente li vedono passivi ascoltatori di nozioni spesso date come assolute e pronte per essere recepite in modo abulico. Anche noi, nel nostro Liceo, abbiamo portato avanti un progetto del genere quest’anno, anzi due.

La prima esperienza di Forum l’abbiamo avuta ad Ottobre. Per due giorni abbiamo diviso tutti gli studenti (lasciando la possibilità di studiare individualmente a chi non volesse partecipare) in una quindicina di piccoli punti assembleari adattati agli spazi dei locali della scuola.

Due giorni incredibili! I quali già ci facevano intravedere enormi margini di miglioramento per una nuova esperienza del genere che, come la Dirigente già ci aveva promesso, avremmo potuto ripetere a Febbraio. E così è stato. Verso metà Gennaio, abbiamo iniziato a vederci in assemblee autorganizzate a tale scopo, che si tenevano ogni sabato sotto i portici di Piazza Santissima Annunziata, e non presso la nostra scuola.

Le assemblee erano enormemente partecipate, oltre le nostre previsioni, e riuscivamo spontaneamente ad eviscerare un numero consistente di argomenti, di spunti e di interessi. Erano momenti in cui prendeva forma l’esperienza del Forum.

Arrivati a metà febbraio con un ottimo programma, costituito dalle proposte di una componente studentesca vivace ed eterogenea, i nostri quattro rappresentanti d’Istituto (i quali in quel momento non erano altro che “i portavoce” dell’assemblea), presentavano, il 14 febbraio u.s, i relatori esterni che erano stati scelti per essere chiamati in occasione della “tre giorni” che si sarebbe svolta in data 27/28 febbraio e 1° Marzo. In risposta a ciò, il Consiglio d’Istituto ha deciso di bocciare sette relatori (i quali si sarebbero occupati di quattro argomenti). Ne approvava cinque e poi chiedeva maggiori informazioni sui restanti, i quali erano circa una trentina. Detto fatto, dopo cinque giorni di raccolta d’informazioni su quest’ultimi, inviamo via mail la nuova lista aggiornata con nuovi dati. Accanto ad ogni nome c’era la qualifica. In alcuni casi era allegata la recensione di un libro (se il relatore era uno scrittore), in altri il link di un articolo di giornale o del sito di un’associazione, o di qualunque altra cosa potesse aiutare il Consiglio a conoscere meglio il relatore.

Il tempo passa e non arriva risposta. Quando mancano solo quattro giorni all’inizio del Forum, il Consiglio d’Istituto decide tramite una “votazione telematica” (uno scambio di mail) di bocciare oltre trenta dei relatori proposti perché non ritenuti adeguati, i quali erano persone molto diverse tra loro: da street artist a facilitatrici linguistiche per stranieri, da autisti ATAF a membri di comitati cittadini, da giornalisti a lavoratori e da laureati a mediattivisti. In pratica, una decisione presa senza aver considerato l’interesse degli studenti per tali tematiche! Ciò è stato comunicato la sera di domenica 23 Febbraio ai rappresentanti di Istituto con evidente poco preavviso sulla data di tenuta del Forum.

Con questa decisione, il Consiglio ha di fatto distrutto il programma del sopraddetto Forum che avevamo preparato fino a quel momento. Così sin dalla mattina dopo fino al 27/2, presi dalla frenesia e dalla paura di sprecare i tre giorni che avevamo a disposizione, abbiamo passato giornate intere a cercare di riorganizzare tutto il programma, disdire i biglietti dei treni per i relatori che sarebbero dovuti venire da fuori Firenze, avvertire gli altri dell’avvenuto, prendere le iscrizioni di tutti gli studenti, smistarli, organizzare gli spazi e chissà che altro. Ci siamo riusciti e, anche se con qualche falla evidente, il Forum è riuscito.

Vorremmo però soffermarci sull’operato del Consiglio d’Istituto. A parer nostro, non è possibile che quest’organo abbia un potere decisionale così forte nei confronti delle iniziative studentesche; non è possibile che ci si possa permettere di censurare così gravemente le proposte degli studenti, minando la libera espressione di ognuno, solo perché ad esempio non era riconosciuta una data esperienza dei relatori per poter parlare a noi ragazzi. Non è possibile che ciò avvenga a solo quattro giorni dal Forum, sabotando tutto il lavoro che gli studenti avevano impiegato. E’ inaccettabile che questo potere di veto sia accentrato nelle mani di pochi e che questi si permettano di ignorare complessivamente le proposte dello studentato. Siamo in una scuola dove non è garantita la presenza della sorveglianza pomeridiana, e quindi i locali dell’Istituto non sono usufruibili da aggregazioni di studenti (come ha decretato una circolare affissa sulle pareti e fatta passare per le classi); una scuola dove non è garantita un’aula attrezzata per eventuali bisogni per gli studenti (come ad esempio un computer) per motivi di sicurezza; una scuola dove chi ha il “vizio” del fumo non può usufruire di uno spazio all’aperto in seguito ad una circolare interna; una scuola che adesso si permette pure di mettere il veto a delle semplici proposte degli studenti, vedi i relatori scelti dagli studenti.

Un capitolo a parte, vorremmo lasciarlo per una considerazione particolare. C’è stato un unico caso nel quale il CDI ha deciso di bocciare, non i relatori, ma bensì l’attività stessa. Qual era? Avremmo dovuto portare avanti un ciclo di 3 incontri (uno per mattinata) con dibattiti, cineforum e workshop riguardo alla tematica della transfobia e disforia di genere! Questa idea era partita con l’intenzione di far conoscere ai ragazzi, anche a quelli più distanti da tale mondo, la realtà transessuale a Firenze ed in Italia. Dopo settimane passate a curare ogni piccolo particolare, che l’argomento richiedeva, anche per la sua indiscussa delicatezza, a pochi giorni dall’inizio del Forum tutto il nostro lavoro è stato distrutto, il nostro impegno calpestato e scavalcata la nostra libertà di studenti. La giustificazione con cui il CDI ha bocciato il progetto è stata: “Il tema è delicato e va discusso in famiglia”.

Non ci soffermeremo a contestare la natura della frase poiché trattatasi di argomento spinoso per alcuni, vorremmo invece riflettere su quali sono allora i temi che si dovrebbero affrontare in una scuola. Continuiamo pure a fare decine di assemblee sulla questione israelo-palestinese, sulla guerra in Siria, sulla questione basca, ovvero temi altrettanto delicati ma forse, socialmente accettati, come se la guerra fosse un argomento accettato a priori dalla maggioranza delle persone! C’è qualcosa nelle questioni di genere e di orientamento sessuale che continua a dar fastidio a determinate categorie di persone che popolano la nostra società. Persone così ovattate da sentimenti che la nostra realtà ritiene giusti, da scambiare ancora queste problematiche con questioni morali, non rendendosi conto che anche qui si parla spesso di violenze verso la natura di tali persone.

C’è bisogno di parlarne, qui e subito, nelle scuole, perché è in queste che dobbiamo avere il tempo di crescere e di maturare. Il nostro tentativo era di chiamare in causa gli animi sulla questione e perché l’idea che hanno è probabilmente quella offerta da una visione superficiale. Il nostro tentativo è stato rifiutato senza neanche troppe spiegazioni, perché è meglio chiudere gli occhi davanti alla realtà di coloro che sono gli ultimi, che più di tutti avrebbero bisogno di amore e sostegno. La delusione più grande è stata proprio che delle persone, come i professori di un Liceo Classico, abbiano avuto nei confronti dell’argomento una chiusura che noi studenti non ci saremmo aspettati, e non solo sulla transfobia e disforia di genere.

Gli ultimi aggiornamenti ci mettono al corrente che la Preside non vede il motivo per il quale dovremmo “discutere di una delibera del Consiglio d’Istituto”, come noi avevamo proposto di fare ad un incontro pubblico studenti-professori. Incontro non concesso nei locali della scuola per la suddetta motivazione. La dirigente ci ha inoltre invitato a parlarne “i primi dieci minuti della prossima assemblea d’Istituto”, oppure a mettere la questione all’ordine del giorno del prossimo CDI o Comitato Studentesco (assemblea chiusa dei rappresentanti di classe degli studenti), negando di fatto la possibilità di partecipare ad una discussione pubblica accessibile a TUTTI gli studenti. Quello che ci rimane è la consapevolezza di poter contare solo su noi stessi, tra studenti che si autorganizzano e che insieme discutono, affinché possano usufruire al meglio di tutte le possibilità che lo scibile offre.

 

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