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Se vi piace tanto la “libertà di opinione”, allora leggetevi questo…

di Lorenzo Bernini

«L’approvazione della legge sull’omofobia è più grave dell’affondamento di un barcone di immigrati. In Italia è stata la riforma del diritto di famiglia del 1975 a dare la stura, equiparando i diritti della donna e dell’uomo. Assecondando il femminismo, si è cavalcata una tigre pericolosa… Il processo di decadenza è iniziato con la modernità: solo nel Medioevo gli uomini vivevano secondo natura. Come San Tommaso insegnava allora, alla fine dei tempi resusciteremo anima e corpo, e il corpo sarà integro, con i genitali corrispondenti al vero sesso di ognuno. Risorgeremo maschi e femmine, insomma, come ‘Dio ci creò’».

Che cosa accadrà alle persone intersex non è dato di sapere, ma per le persone trans che si sono sottoposte a chirurgia genitale sarà una fregatura. «Gli ‘omosessualisti’ si illudono di essere felici, ‘gay’: in realtà trasgrediscono la naturale complementarietà dei sessi, e il male che commettono è un pungolo che ferisce la loro coscienza anche se non ne sono consapevoli. Una legge che impedisce di dire che da questo male si può guarire è totalitaria: come se fosse proibito consigliare a un amico di smettere di fumare! Del resto oggi concediamo diritti a tutti, perfino agli immigrati sui barconi» (quando non affondano).

«L’unico a non avere diritti è il nascituro, e quindi il padre: perché l’aborto lede il diritto del padre a vedere fiorire la vita».

Non tutto, però, è perduto. Alcuni eletti fanno da ‘katéchon’ a questa pericolosa deriva, come i promotori del convegno La teoria del gender: per l’uomo o contro l’uomo? che si è tenuto a Verona sabato scorso, benedetto dal vescovo Zenti, patrocinato da Comune e Provincia, aperto dal sindaco Tosi.

Quanto sopra riportato è un saggio del pensiero degli autorevoli relatori. Tosi si è limitato a fare appello alla libertà di opinione e a ringraziare sia gli organizzatori, sia chi, in piazza, ha contestato il convegno «facendo loro pubblicità». Ha poi ricordato che «la Costituzione promuove la famiglia naturale basata sul matrimonio». Ma ha dimenticato di ricordare che essa stabilisce anche che «è vietata la riorganizzazione del disciolto partito fascista», che nel 1952 la legge Scelba ha introdotto in Italia il reato di apologia di fascismo, che dal 1993 la legge Mancino punisce chi diffonde idee fondate sull’odio razziale, etnico o religioso. E che in base a essa, lo stesso Tosi nel 2009 ha subito una condanna.

Questa legge è stata ora estesa a omofobia e transfobia, con la contraddittoria precisazione secondo cui «non costituisce discriminazione la libera espressione di convincimenti riconducibili al pluralismo delle idee». Non stupirà sapere che, per i relatori del convegno, l’emendamento Gitti non offre sufficienti garanzie alla libertà. A me ha stupito invece leggere sul manifesto che «si è sfiorato il rischio del reato d’opinione», ma alla fine ha trionfato «un principio ovvio: il diritto di tutti alla libertà di coscienza» (Franco Cardini). Come mi ha stupito leggere che l’uomo trans berlinese «che ha concepito un bambino grazie a una donazione di seme e ha chiesto di essere riconosciuto come padre del bambino» sta «attentando alla libertà del figlio» (Santis Thanopulos).

Mi chiedo, vi chiedo: il manifesto ha una linea editoriale su omofobia e transfobia oppure, come Tosi, ritiene che sia indifferente ospitare articoli che difendono o combattono la cultura dei diritti?

Nel 1932 Hitler salì al potere con libere elezioni dopo aver diffuso impunemente le sue idee antisemite. Nel 2013 uno stato democratico non può tollerare chi propaganda violenza razzista, sessista, omofobica e transfobica, perché attenta alla democrazia.
In attesa della discussione al Senato, ridiamoci su. Daniela Pompili, donna trans attivista del movimento, ha così commentato l’insegnamento di Tommaso d’Aquino: «Risorgerò con il mio vero sesso? Che meraviglia! Finalmente avrò una vagina senza bisogno della chirurgia!»

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