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Lianne Simon – video intervista – The Interface Project

INTERSEXIONI

sostiene e promuove

The Interface Project 

     progetto che raccoglie e condivide storie di vita e testimonianze di persone con tratti intersex       (o con differenze nello sviluppo sessuale) con l’obiettivo di diffondere il messaggio secondo cui:

 No Body Is Shameful!

Nessuno corpo è indegno!

Traduzione, adattamento ed editing di questa video-intervista sono stati resi possibili grazie al progetto di ricerca post-dottorato Marie Skłodowska Curie actions <INTERSEXIONS> n.627162 (FP7-PEOPLE-2013-IOF) di Michela Balocchi e all’Intersex Human Rights Fund di Astraea Lesbian Foundation for Justice.

La video-intervista di Lianne Simon

 

Maggiori informazioni su Lianne Simon.

Qui lo script originale in inglese 

Di seguito il testo dell’intervista tradotto e adattato in Italiano da Eleonora Briscoe, editor Michela Balocchi, PhD.

Mi chiamo Lianne Simon. Sono cristiana, casalinga, e autrice.

Ho inoltre una condizione chiamata disgenesia gonadica mista. Alcune mie cellule hanno un cromosoma Y e alcune altre no. Il che ha portato ad un diverso sviluppo sessuale, malformazioni lievi a cuore e fegato e a una mandibola piccola. Da bambina ero piccola e fragile, e senza coordinazione. Quando avevo nove anni ero grande quanto mia sorella di sei anni. Ho vissuto quasi tutta la mia vita sotto terapia ormonale sostitutiva. Prendo anche farmaci per la tiroide e per le mie ghiandole surrenali. 

Da giovane ho accettato di sottopormi ad un intervento chirurgico con la promessa che mi avrebbe garantito rapporti vaginali. Dopo cinque anni di dilatazioni fallimentari e due settimane di ospedalizzazione in punto di morte stavo peggio di quando ho iniziato. Ci ho messo 16, quasi 17 anni, prima di tornare per un intervento vaginale riparativo. Non riuscivo semplicemente a trovare il coraggio.

Nel frattempo, ho imparato a pilotare elicotteri e aerei, ho trascorso del tempo all’estero come missionaria, sono tornata all’università, ho contribuito ad avviare un’agenzia di consulenza politica, ho venduto gioielli, insegnato alle medie, ho progettato periferiche di controllo per robotica militare e ho programmato software per interfacce utente.

Più in generale quello che cercavo di fare era evitare i coinvolgimenti emotivi e dimenticare ciò che volevo davvero e cioè avere dei figli miei. Alla fine sono tornata ad affidarmi alla chirurgia. Poi ho iniziato le pratiche per l’adozione come single. E’ difficile, ma si può fare.

Ma poi ho incontrato un uomo a cui non importava il fatto che avevo avuto uno sviluppo sessuale diverso. Qualcuno che pensava che non dovessi vergognarmi del mio corpo. E sapete? Aveva ragione. No body is shameful.

“Poiché dal cuore vengono pensieri malvagi,” e non dal corpo. 

Quindi ci siamo sposati, e stiamo lavorando alla parte del ‘vissero felici e contenti’.

Ma come scrittrice, io… spero di poter sensibilizzare su cosa significhi crescere con un corpo che non è interamente quello di un maschio o di una femmina e su come superare alcuni dei problemi che ne derivano.

Grazie.

 

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The Interface Project.03

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