Violentato e distrutto: la guerra degli stupri maschili
Di Pier, su Il grande colibrì "Era seduto con il suo fucile AK-47 in mano e quando mi avvicinai me lo puntò sulla fronte. Non so perché mi ricordo sempre - è un'immagine ricorrente - che la bocca dell'arma sembrava bucherellata, come usurata. L'uomo mi disse che dovevo fare quello che voleva lui. Mi portò in una stanza e io pensai che mi avrebbe ucciso. Lì abusò sessualmente di me. Avevo dodici anni. La pri ...
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