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Karen Walsh – video intervista – The Interface Project

INTERSEXIONI

sostiene e promuove

The Interface Project 

     progetto che raccoglie e condivide storie di vita e testimonianze di persone con tratti intersex       (o con differenze nello sviluppo sessuale) con l’obiettivo di diffondere il messaggio secondo cui:

 No Body Is Shameful!

Nessuno corpo è indegno!

Traduzione, adattamento ed editing di questa video-intervista sono stati resi possibili grazie al progetto di ricerca post-dottorato Marie Skłodowska Curie actions <INTERSEXIONS> n.627162 (FP7-PEOPLE-2013-IOF) di Michela Balocchi e all’Intersex Human Rights Fund di Astraea Lesbian Foundation for Justice.

La video-intervista di Karen Walsh

Qui gli altri video che abbiamo tradotto e sottotitolato in Italiano finora

Maggiori informazioni su Karen Walsh qui.

Qui lo script originale in inglese 

Di seguito il testo dell’intervista tradotto e adattato in Italiano da Eleonora Briscoe, editor Michela Balocchi, PhD.

Ciao, mi chiamo Karen Walsh. 

Sono nata con una differenza dello sviluppo sessuale, una DSD chiamata sindrome da insensibilità completa agli androgeni. Significa che nonostante dall’esterno io appaia come una donna perché lo sono, internamente ho un cromosoma Y e testicoli che erano nel mio addome. Non l’hanno saputo finché a diciotto mesi di età sono stata in ospedale per quella che credevano fosse un’operazione all’ernia, ma durante l’intervento il chirurgo decise di asportarmi i testicoli, cosa che mi ha causato molti problemi nel corso della vita incluso il fatto che ha consigliato ai miei genitori di mentirmi.

Voglio citarvi una cosa di una pubblicazione medica che ha scritto su di me perché la dice lunga. Dice, e cito:

“L’orchiectomia bilaterale è stata fatta per evitare la possibilità di una degenerazione maligna e permetterle di continuare a vivere come femmina e offrire alla bambina qualche chance di uno sviluppo psichico normale.”

Fine citazione.

Bene, sapete, mentire a una bambina sulle enormi cicatrici che ha lungo l’addome e far scoprire alla bambina che stai mentendo, questo sì che è molto dannoso per il tuo sviluppo psicosociale.

Quindi quello che devo dirvi è: “No body is shameful.”

E intendo due cose. 

Primo: nessun corpo, il corpo fisico con cui nascete, è indegno. Se siete nat* così, siete nat* così.

La seconda cosa è: nessun*, neanche la tua persona, è indegn*. E non dovrebbero farti sentire a questo modo.

Tra le cose da sapere su chi ha una dsd: abbiamo bisogno della nostra integrità fisica proprio come ogni altro umano che cammina su questo pianeta e me l’hanno portata via.

I bambini devono potersi fidare dei genitori e dei dottori e quando menti loro a questo modo li stai privando di ogni fondamento per fidarsi di te.

Se tuo figlio ha una DSD che fa sentire te, genitore o dottore, confuso su quale sia il suo sesso non fategli niente, lasciate che crescano abbastanza e ve lo diranno loro, qual’è il loro sesso, e a quel punto il vostro lavoro è di ascoltarli e rispettare la scelta.

Io l’ho superato e tanta altra gente con la DSD ha dovuto farlo. Ma il modo per farlo è confrontarsi con altre persone come te, entrare nei gruppi di sostegno composti da famiglie e altre persone con gli stessi problemi e imparare da loro e aiutarli.

A volte il modo migliore per aiutarci è di aiutare gli altri.

Ultimo ma non meno importante, smettetela di preoccuparvi del fatto che voglio figlio è ‘diverso’ o che il vostro paziente è ‘diverso’.

E’ come disse Temple Grandin: “Sono diversa, non inferiore.”

The Interface Project_titolo_loghi The Interface Project.03

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