You Are Here: Home » Identità di genere; transgender; gender non conform » Walter, Wendy e Superquark: cosa c’entra Piero Angela con la condizione transessuale?

Walter, Wendy e Superquark: cosa c’entra Piero Angela con la condizione transessuale?

Di Jacopo Di Donato pubblicato su OnionMagazine – Multistrati Musicali

Alzi la mano chi non ha mai ascoltato la celeberrima sigla di SuperQuark. Un motivetto, quello, entrato nell’immaginario popolare, così tanto da diventare quasi una citazione spontanea nel momento in cui si parli di scienza. Ma torniamo un attimo indietro, e raccontiamone la storia.

Non tutti sanno che il jingle iniziale del programma di divulgazione scientifica di Piero Angela è, prima di tutto, nient’altro che l’Aria sulla 4^ corda di Johann Sebastian Bach. La stessa Aria venne riutilizzata da (Wendy Carlos già)* Walter Carlos, pioniere della musica elettronica, che nel 1968 la rilesse in un’interpretazione molto particolare: la suonò con il sintetizzatore, uno dei primi strumenti elettronici.

Switched-On Bach, l’album in cui era contenuta per la prima volta nella storia una composizione classica riarrangiata in chiave moderna, si posizionò tra gli album di musica classica più venduti della storia, aprendo la strada a tutta la musica delle decadi a venire, che non poté fare a meno delle nuove sonorità, irraggiungibili altrimenti con l’ausilio della sola strumentazione acustica.

Il merito più grande di Walter, però, al di là delle proprie personali composizioni, fu il sodalizio con Robert “Bob” Moog, nella sua più geniale intuizione: quella di trasformare il sintetizzatore – fino a quel momento un apparecchio senza note usato come strumento di ricerca nel campo della scienza dei suoni – in un vero e proprio strumento che producesse melodia, con un’interfaccia molto più familiare ad un musicista, ovvero quella della tastiera da pianoforte.

Ma Walter, oltre che un brillante musicista ed un genio dei nostri tempi che ha cambiato irreversibilmente le sorti della storia musicale, era anche una di quelle persone che non riuscivano a trovare pace nel proprio corpo. Che si trovavano prigioniere di un’esteriorità che non rispecchiava la propria essenza. Si era ritrovato uomo, ma intimamente si sentiva una donna.

La stessa condizione che vivono in tant*, in tutto il mondo. Una condizione senza dubbio difficile, che vede nello stesso tempo lo sforzo nella costruzione esteriore della propria identità di approdo e nell’approccio ad un mondo spesso restìo ad accettare una realtà di questo tipo.

Sarebbe interessante sapere, quindi, se coloro che utilizzano l’alibi della “natura” per svilire e mortificare le persone transgender, e per imporre prepotentemente modelli chiusi e stereotipati di appartenenza ad un genere sessuale, abbiano mai guardato Arancia Meccanica, pietra miliare del cinema di Stanley Kubrick, il quale si rivolse personalmente a Wendy Carlos, la nuova identità di Walter dopo l’operazione di riassegnazione chirurgica del sesso, per la composizione della sua colonna sonora.

Sarebbe interessante anche capire se le stesse persone abbiano mai ascoltato Beatles, Madonna, Depeche Mode, la PFM, o altri artisti che hanno fatto uso di sintetizzatori nella propria carriera musicale, ovvero praticamente tutti dagli anni ’80 in poi.

Non che ci sia bisogno di ribadirlo né di rimarcarlo come un evento eccezionale, ma una persona transgender come tante, che come tante subisce sulla propria pelle ogni giorno il peso della stigmatizzazione a prescindere solo per aver seguito il proprio intimo bisogno di essere ciò che sente di essere, ha avuto un’influenza geniale e grandiosa su tutto il mondo della musica, che viviamo ed apprezziamo ogni giorno.

La prossima volta che guarderete Superquark, comunque, immaginate che Piero Angela decida di diventare donna, e per capire se siete transfobici domandatevi: lo apprezzereste ugualmente come persona di cultura?

 * Aggiunto dalla Redazione di intersexioni

About The Author

intersexioni
Number of Entries : 288

intersexioni - info@intersexioni.it

Scroll to top

Sito web by: Koris web agency