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TUTTIDIVERSI: Intervista ad Adriano Silanus, regista di Sesso, Amore & Disabilità

TuttiDiversiIntervista di Chiara Zanini, pubblicata sul blog Lecosecambiano

Quando abbiamo avuto il piacere di conoscere Priscilla Berardi, psicoterapeuta e medico che con Raffaele Lelleri e Ambra Guarnieri ha condotto la prima ricerca nazionale sulla sessualità delle persone LGBT disabili abbiamo immediatamente deciso di aggiungere un approfondimento su questo stesso tema al programma di Tuttidiversi. Nemmeno nelle associazioni LGBT si parla molto dei pregiudizi con cui le persone disabili si scontrano abitualmente. È forse superfluo dire che a Tuttidiversi siamo fieri di aver collaborato con lei.

La dottoressa Berardi ci ha raggiunti a Padova insieme ad Adriano Silanus, il regista con cui insieme a Jonathan Mastellari e Valeria Alpi ha realizzato il documentario Sesso, amore & disabilità. Ne abbiamo approfittato per rivolgere qualche domanda ad Adriano Silanus.

Adriano, cosa vi ha spinto a girare Sesso, amore & disabilità?

Volevamo dare voci e volti ai protagonisti della ricerca di Priscilla, Raffaele e Ambra. Volevamo che ci ‘mettessero la faccia’ con nome e cognome: una specie di coming out della fisicità. Abbiamo voluto estendere questa visibilità anche a persone eterosessuali. Certi argomenti non hanno orientamento e il modo di viverle è lo stesso per tutti.

Come avete raggiunto le persone che si sono rese disponibili a raccontare nel documentario la propria esperienza?

Dopo un’iniziale difficoltà nella selezione fatta attraverso il passaparola, abbiamo creato un trailer promozionale di reclutamento ed un gruppo Facebook. A quel punto sono arrivate molte risposte.
Ci vogliono un certo tipo di coraggio e una sicurezza ammirevoli per raccontarsi davanti alla telecamera: non ci interessavano eventuali particolari scabrosi, quanto il racconto della affettività e dei punti di vista sul sesso e l’amore, che sono così soggetti a dubbi e insicurezze.
Poi – in alcuni casi – sono arrivati anche i racconti particolari su posizioni e modalità di fare sesso. Non dimentichiamo che alcune persone hanno difficoltà fisiche e devono inventare stratagemmi e nuove posizioni per vivere le esperienze sessuali. Ma questo diventa secondario, perché sono più interessanti le strategie di seduzione e di conquista, quello che si deve fare per far superare il gap al non-disabile che spesso è più in difficoltà. Questo sì che è un bel viaggio nelle emozioni!

Sesso, amore & disabilità ha raccolto anche testimonianze di uomini omosessuali, mentre con tuo grande rammarico hai ammesso che le lesbiche non esistono (Adriano scherza citando il documentario di Laura Landi e Giovanna Selis, che come lui hanno scelto Produzioni dal basso), nel senso che per il momento nessuna donna lesbica ha concesso un’intervista. Ti sei fatto un’idea del motivo?

Nel documentario ci sono tre ragazzi gay e due ragazze lesbiche. I ragazzi hanno parlato delle loro esperienze, relazioni e aspettative di vita. Per quanto riguarda le ragazze, in un caso si tratta di un’educatrice e quindi la testimonianza è relativa al lavoro, non alla sua vita sentimentale, quindi la questione non è uscita. Nell’altro caso si tratta di una traduttrice L.I.S. che sta lavorando moltissimo per l’integrazione tra sordi e udenti, per l’avvicinamento tra i gruppi e le persone. Quindi anche in questo caso l’esperienza sul campo è più interessante. Con il risultato che alla fine dei 105 minuti lesbiche “identificate” nel documentario non ce ne sono. Mea culpa perché durante le riprese, proprio per l’abitudine alla scarsa visibilità lesbica, non ci siamo accorti di quest’assenza. Ma sto cercando di rimediare..

Le cose cambiano ha già fatto incontrare diverse persone che condividono l’importanza della visibilità e del coming out: che ne dici se proviamo a lanciare un nuovo appello alle donne lesbiche che potrebbero prendere parte al la seconda fase del vostro progetto?

Il documentario è uscito in dvd lo scorso maggio. Sto però realizzando una versione speciale di circa quaranta minuti a tematica gay e lesbica da portare in circoli e associazioni omosessuali. Farò una selezione di interviste estese che implicano anche questioni di vita che ci riguardano più da vicino. Purtroppo, come dicevamo, manca il punto di vista di una lesbica. Ho già contattato diverse ragazze, ma nessuna per ora ha acconsentito. In particolare, mi piacerebbe presentare il tema della bellezza estetica e della percezione del proprio corpo (e c’è già un’intervista fatta ad un ragazzo gay in carrozzina). Non chiuderò questo progetto fino a che non l’avrò trovata! C’è anche la questione delle persone disabili transessuali. Anche a loro vorrei chiedere come percepiscono il proprio corpo, e come vivono se sono impossibilitate ad operarsi. Ma qui la ricerca si fa veramente difficile. Quasi meriterebbe un documentario a sé…

Chi volesse contattare Adriano può farlo attraverso questo form.

L’ultimo incontro di Tuttidiversi ha per titolo Pluralità delle forme di famiglia. Sarà con noi Ilaria Trivellato, mamma lesbica e referente per l’Emilia Romagna di Famiglie Arcobaleno.

Chiara Zanini è un’addetta stampa. È stata referente italiana per Iglyo ed è stata coordinatrice di Tuttidiversi, un progetto di educazione sulle diversità all’Università di Padova.

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